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Sassuolo- Dionisi, Gazzetta: “Berardi es cada vez más un líder”

SASSUOLO- DIONISI, GAZZETTA- La Gazzetta ha fatto una grande intervista a Dionisi,l’allenatore del Sassuolo dopo la sconfitta con il Modena.

Sassuolo- Dionisi, Gazzetta: “Berardi es cada vez más un líder”

SUS PALABRAS-

Dionisi, quindi lei non è preoccupato?

«Preoccupato non è la parola giusta. Io non do nulla per scontato. Dobbiamo rinnovare ambizione e stimoli. Non partiamo dai 50 punti dello scorso anno, dai 64 gol fatti e dai 66 subiti. Partiamo dalla sconfitta con il Modena in Coppa Italia. Non bisogna fare confronti con il Sassuolo precedente, ma con le potenzialità di questo. Io vorrei ripetere almeno lo stesso cammino, ma, per esempio, so che vincere di nuovo in casa di Milan, Inter e Juve sarà impossibile. Almeno così dice la storia. E allora quei punti dobbiamo trovarli da un’altra parte. Con lo spirito giusto e il lavoro quotidiano possiamo toglierci altre soddisfazioni».

Che cosa risponde a un giocatore che le chiede di andare via?

«Ne prendo atto, ma gli dico di dimostrarmi sul campo quello che vale fino all’ultimo giorno che sta con me. Cerco di entrare nella testa dei giocatori, di capire il momento che stanno vivendo. Ma ormai quest’aspetto fa parte del mio lavoro. Devo tirare fuori il meglio dal calciatore, ma prima ancora dalla persona che c’è dentro il calciatore».

Cos’è successo contro il Modena?

«Non mi è piaciuto l’atteggiamento: approccio svagato prima, nervosismo eccessivo poi. In allenamento non avevo colto alcun segnale negativo, ma a volte certe cose succedono. È stato un insegnamento prezioso».

In una squadra diversa da quella che trovò un anno fa, può incidere ancora di più?

«Un allenatore deve adeguarsi al contesto e alla squadra. Già l’anno scorso abbiamo cambiato qualcosa crescendo a livello di finalizzazione e compattezza. Adesso vogliamo diventare una squadra migliore, che non significa fare più punti. Voglio far passare il concetto che non si vive di passato, altrimenti prenderemo tante legnate sui denti. Ad esempio, lavorando sui dettagli e difendendo meglio da squadra possiamo subire meno gol».

Un’occhiata ai nuovi?

«In difesa è andato via Chiriches, che era importante nello spogliatoio, ed è arrivato Erlic che ha grandi motivazioni e sarà importante perché conosce il nostro campionato ed è cresciuto. A centrocampo abbiamo preso Thorstvedt che non è pronto come Erlic, ma è un soldatino e aggiunge fisicità al nostro reparto».

L’attacco senza Scamacca cosa perde?

«Tecnica e presenza atletica. Agustin Alvarez è più giovane, arriva dal Sudamerica e ha bisogno di tempo. Comunque è ambizioso e disponibile».

Pinamonti oggi fa le visite. È contento del suo arrivo (non ancora ufficiale)?

«Sarebbe il sostituto ideale di Scamacca: anche lui è giovane e avrà voglia di dimostrare il suo valore. È una prima punta completa che riempie l’area e sa giocare con i compagni».

Berardi ha sempre più responsabilità?

«Ogni anno è più forte di quello precedente. Mi sorprende giorno dopo giorno, lo trovo sempre più maturo».

L’anno scorso andaste in casa della Juve con la convinzione di potervela giocare alla pari e vinceste. Adesso è diverso?

«Me ne frego del momento difficile, noi abbiamo le qualità per mettere in difficoltà qualsiasi squadra. La Juve in casa il debutto di solito non lo sbaglia e si giocherà lo scudetto con le milanesi. Ma è il momento di alzare le orecchie: sfavoriti sì, vittime sacrificali no».

Il modulo-base sarà il 4-3-3?

«Per adesso sì. Dobbiamo riempire l’area di più e poi ricompattarci meglio in fase difensiva».

E il suo rinnovo?

«Adesso la società deve occuparsi dei contratti dei giocatori. Poi, chiuso il mercato, ne parleremo. Il rapporto con i dirigenti è ottimo e io sono tranquillo».

cristian marangio

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Written by SerieA24.it

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